XIX Comunità Montana "L'Arco degli Aurunci"
 

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La festa della montagna

 
XIX COMUNITA' MONTANA MONTI AURUNCI
AUSONIA
Abitanti 2.563
Altitudine (mt. slm) 178
Superficie territorio (Ha.) 1.951
 
Distanze dai maggiori centri
Ausonia
Roma: 130 km
Napoli: 100 km
Frosinone: 70 km
Cassino: 20 km
Formia : 20 km
Numeri utili
Municipio: tel. 0776 952021
0776 952022
fax 0776 953014
Carabinieri: tel. 0776 952014
Protezione civile: tel. 0776 951042
 
Ristoranti
Da Tony - La Perla - Al Querceto - Caminetto d'oro
Feste e sagre
Festa patronale di S. Michele (29 settembre)
Festival Monti Aurunci (luglio)
Raduno Gruppo Folk (luglio)
Festa triennale Madonna del Piano (20-22 agosto)
Ausonia estate (agosto-settembre)
Prodotti tipici
"Marzoline", "laina e ceci", olio d'oliva
Galleria fotografica
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Ausonia è il paese dei leoni non solo per i "duo leones" che nel medioevo segnavano i confini fra il ducato di Traetto e la terra di San Benedetto, ma anche per il carattere forte degli abitanti, fieri di appartenere a una terra che era nello stesso tempo terra di confine e centro di attrazione per i paesi circostanti.
E al centro dell'attenzione Ausonia è sempre stata: dall'epoca romana quando era attraversata da una via che congiungeva l'entroterra e il mare, al medioevo quando sullo stesso tracciato passava la strada che congiungeva Formia e Cassino, fino ai tempi nostri con la strada provinciale Cassino-Formia, tratta obbligata per chi proveniva da Roma o da Napoli. E anche oggi la superstrada SS 630 che lambisce Ausonia alla base dello sperone di roccia dove sorge l'antico centro abitato, non ha ridotto il ruolo centrale, di snodo, di questo paese che ha saputo sempre rinnovarsi restando fedele a se stesso e alle sue origini. Cenni storici. Poche e incerte le testimonianze di antichi insediamenti di popoli latini poi soppiantati dai romani: suggestiva ma ancora non sufficientemente documentata l'esistenza nella stessa zona dell'antica città di Ausona e di una antica via romana (Herculanea) che la attraversava, ma è intorno all'anno mille che Ausonia e tutta la zona circostante assume la fisionomia che ancora oggi la caratterizza. Sorto agli inizi del secolo XI, Fratte o Castrum Fractarum, appartenne al ducato di Traetto fino al 1065, quando venne donato al Monastero di Montecassino di cui fece parte con alterne vicende fino al 1421, quando fu definitivamente preso da Braccio da Montone ed affidato a Ruggero Caetani che lo tenne fino alla morte. Nel 1482 il castello fu acquistato da Onorato Il Caetani, conte di Fondi e di Traetto, per duemila ducati. Ma tale possesso non durò a lungo, perché gli eventi politici determinati dalla calata nel regno di Napoli di Carlo VIII e la conseguente guerra tra Spagnoli e Francesi spodestarono i Caetani e portarono nuovi padroni: i Colonna, i Gonzaga e i Carafa che la tennero fino al 1806. Nel 1862 il Comune ottenne il cambiamento del nome in Ausonia, per la supposizione che nel suo territorio fosse situata l'antica città di Ausona.
Oggi Ausonia è un paese in crescita che, pur continuando a difendere, a conservare e a valorizzare orgogliosamente il suo passato, ha saputo riversarsi nella vasta pianura, sviluppandoun'ampia area di insediamenti industriali, commerciali e artigianali.

Uno stemma seicentesco sui resti di un’abitazione di fronte al Santuario della Madonna del Piano e, sopra, uno dei “duo leones” di pietra costoditi nel “torrino” del castello.


Itinerari.
Ad Ausonia si arriva direttamente dalla SS 630: poche centinaia di metri separano la nuova superstrada dalla "vecchia" provinciale che la attraversava. Una breve deviazione ben segnalata da cartelli e si arriva in piazza Mercato: si lascia la macchina, si imbocca via Roma, costruita intorno al primo anello di mura del castello. Sulla sinistra una serie di vicoli che portano al Castello.
1. S. Michele
La scalinata di via S. Michele conduce sull'acropoli della città: sulla sinistra una torretta restaurata e adibita ad antiquarium con all'interno, lapidi e i "leones" di pietra che anticamente segnavano i confini delle terre di Montecassino. Di fronte, la Collegiata di S. Michele Arcangelo in pietra bianca, il monumento più antico di Ausonia, sorto, secondo una tradizione basata sulle are ed i cippi presenti nella chiesa, sui resti di un antico tempio dedicato a Ercole. Rimaneggiato più volte ha smarrito gli elementi originali della facciata, delle arcate, della torre campanaria. Bellissimi i tre portali incorniciati da archi a sesto acuto con le lunette affrescate con le immagini del Cristo, di S. Michele e della Vergine. Già dalla porta principale si è colpiti dalla imponenza della basilica, disposta su tre navate divise da pilastri, che neanche la pesante ristrutturazione neoclassica e barocca subita nell'ottocento riesce a sminuire. All'ingresso, due are funerarie, usate oggi come acquasantiere. Ai lati del presbiterio, due rampe di scale conducono nella cripta, oggi disadorna, usata a lungo come ossario. Altri due reperti, inseriti in epoca medioevale nel secondo e quarto pilastro di destra, sono stati riportati alla luce con i lavori di restauro: un'ara che raffìgura una clava ed una pelle leonina, emblemi di Ercole e, alla base del secondo pilastro, un cippo, sempre con gli emblemi di Ercole sui lati.
2. Il Castello
Costruzione militare almeno fino al 1500, il castello è stato più volte ristrutturato. Originariamente la cinta era sormontata da torri, quadrate e cilindriche, con camminamenti che costeggiavano le mura, orti e giardini che assicuravano la sopravvivenza in caso di assedio. La fortificazione attualmente porta i segni delle modifiche subite, ma l'usura del tempo non ha intaccato l'immagine maestosa dell'insieme, con la sagoma quadrata del maschio e la torre dell'orologio. Nell'area è stato ricavato un Museo della pietra, un percorso espositivo sull'uso della pietra in tutte le civiltà (v. scheda). … e immagini, suoni, emozioni.
Il museo della Pietra, ricavato all'interno del castello di Ausonia, è il racconto di una comunità legato all'uso della pietra attraverso materiali d'archivio, elementi lapidei, foto, rilievi, registrazioni audio e video. Una "macchina narrativa" che racconta la modellazione del paesaggio attraverso i muri in pietra a secco della tradizione costruttiva, il sistema di fortificazioni del castello, gli usi del manufatto in pietra. Una lunga sequenza per visualizzare le costruzioni rurali con la vita nella casella in pietra a secco, le cavità naturali con il loro uso nel tempo: sepolture, depositi agricoli, luoghi di culto e rifugi in tempo di guerra. Ecco la pietra nella vita economica locale: frantoi, molini, calcare, fornaci, scalpellini. La pietra nel lavoro, in cucina, nel gioco, nell'arredo, nell'igiene. E i luoghi e gli oggetti di culto legati alla pietra e alle forme naturali emergenti, le pietre per delimitare i confini, fino alle nuove lavorazioni della pietra: dalla cava al frantoio, dall'edilizia all'opera d'arte.
3. Il borgo
Per visitare il borgo si scende per vico II S. Michele, in via Roma, si prosegue verso la piazza del Municipio, dove si affaccia l'ex convento di S. Caterina, e si percorre via Calenzio, una tipica stradina medievale, che conduce, tra antiche case, a piazza G. Galilei, dominata dal campanile di S. Maria a Castello, una chiesa che risulta esistente già agli inizi del '300. Un importante intervento di recupero ha riportato a vista la struttura originaria, a pietra viva, delle pareti laterali e del campanile. Attorno alla piazzetta passaggi coperti e alti muraglioni, scalinate e vicoli, archi e portici: un vero e proprio dedalo di stradine medioevali in cui inoltrarsi senza un itinerario, scendendo e risalendo i gradini di pietra fino a via Bellini e alla Porta "di sotto", ora scomparsa.
Escursioni.
1. Santuario di S. Maria del Piano

Per visitare questo importante santuario bisogna riprendere l'auto e percorrere un breve tratto di strada per scendere nella pianura di Ausonia, passando proprio a fianco della Porta di sotto e gettando un ultimo sguardo al borgo. Dopo circa 1 km si apre uno scenario di grande suggestione: il complesso monumentale del Santuario, i ruderi di antiche costruzioni, una casa in pietra con uno stemma seicentesco, un piccolo ponte romano sul torrente Ausente. Il Santuario risale al XV secolo, eretto su una preesistente struttura del XII secolo, rifatto e restaurato nel 1954, dopo le devastazioni subite nel secondo conflitto mondiale. La sua costruzione è collegata alla miracolosa apparizione della Madonna alla pastorella Remingarda, alla quale la Madonna stessa indicò il luogo dove erigere una chiesa a lei dedicata: era il 23 aprile 1100. La facciata è preceduta da un grande portico gotico a 4 arcate che sostengono un loggiato architravato e incorniciano tre portali barocchi, uno dei quali, quello mediano, arricchito da una porta in legno traforata e intagliata finemente. L'interno a 3 navate divise da pilastri è stato rifatto nel '600 con rivestimenti di stucchi e marmi barocchi. All'inizio della navata centrale, sulla sinistra, il sarcofago di Elisio Calenzio (1430-1501) poeta umanista nato ad Ausonia e vissuto a Napoli alla corte di Ferrante d'Aragona. Sulla destra, un'ara romana adibita ad acquasantiera. Sull'altare centrale parti di un trittico di Giovanni Filippo Criscuolo firmato e datato 1531, raffigurante storie della santa,con inserito al centro il gruppo ligneo della Madonna col Bambino. In sagrestia una lunetta con il Transito di Maria, sempre del Criscuolo, un pavimento di maioliche di Capodimonte del 1745 e un lavabo seicentesco. Prima del presbiterio, due brevi e strette scale portano alla cripta. Appena si scendono gli stretti scalini che portano alla cripta a 3 absidi, resto della chiesa primitiva, recentemente restaurata, si è attratti da un racconto visivo di grande suggestione. Tutte le pareti e la volta a botte sono interamente ricoperte da affreschi in stile bizantino in parte deperiti che raccontano con tratti a volte più ingenui, a volte più raffinati, storie della Madonna, di Cristo, di Santi, di fatti biblici ed evangelici e del miracolo di Remingarda, la giovane pastorella deforme guarita da Maria. Una vera e propria summa storica e religiosa sulle origini e le finalità del santuario. Una storia da leggere ad occhi aperti, una visione da trattenere, a lungo, nella mente e nel cuore.
2. Selvacava
Dalla Madonna del Piano, prima di lasciare Ausonia, si torna indietro e invece di tornare verso la superstrada, si volta a sinistra, in direzione di Selvacava, una piccola frazione di Ausonia abbarbicata alle pendici del Monte Fammera, immersa in una fitta pineta che si estende per ben 27 ettari, un vero e proprio polmone di ossigeno per il territorio. Selvacava, con le sue villette e i suoi slarghi nuovi, ha un cuore antico: un borgo fatto di vecchie case in pietra viva, scale esterne, loggiati, portali con feritoie per gli archibugi e fontane antiche, chiese e cappelle, come quella di S. Bartolomeo in paese e, fuori dell'abitato, quella più antica di S. Maria di Correano. Per arrivare alla chiesa di S. Maria, basta deviare dalla provinciale subito dopo l'inizio dell'abitato di Selvacava, in direzione della frazione di Correano. La chiesa sorge in un'area archeologica interessante per i reperti di tombe e di mura poligonali, per il grande sarcofago medievale e la lapide inserita nel pilastro destro del campanile. La chiesa è in stile romanico, con una torre campanaria saldata al centro della facciata, che fa pensare ad una sua funzione difensiva, come punto di avvistamento. La chiesa è dotata di abside semicircolare che, all'interno, ospita una statua lignea di Madonna con Bambino. Di tutti gli affreschi che arricchivano la navata, emergono oggi solo dei frammenti con una Madonna con Bambino e l'episodio evangelico di Cristo che placa la tempesta.

Didascalia fotografica
Foto nella pagina (dall'alto verso il basso): 1) veduta di Ausonia - 2) veduta di Ausonia sullo sfondo di Fammera
Foto galleria fotografica: 1) Particolare di ciò che rimane delle torri del castello - 2) La pianura di Ausonia vista dall'alto - 3) Facciata S.Michele Arcangelo - 4) Reperto esposto all'interno del museo - 5) Piazza G.Galilei - 6) Santuario della Madonna del Piano - 7) Selvacava - 8) Chiesa di S.Maria di Correano



  ITINERARI

Itinerari caratteristici dei Monti Aurunci
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