XIX Comunità Montana "L'Arco degli Aurunci"
 

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XIX COMUNITA' MONTANA MONTI AURUNCI
CASTELNUOVO PARANO
Abitanti 879
Altitudine (mt. slm) 164
Superficie territorio (Ha.) 995
 
Distanze dai maggiori centri
Castelnuovo Parano
Roma: 140 km
Napoli: 105 km
Frosinone: 70 km
Cassino: 20 km
Formia : 25 km
Numeri utili
Municipio: tel. 0776 952092
 
Ristoranti
Bellaria - Cavallino Bianco - Il Rifugio
Trattenimento e Svago "Insolito Caffè"
Feste e sagre
Festa patronale di S. Mauro (I domenica di luglio)
Festa Madonna del Rosario (I domenica di agosto)
Prodotti tipici
"Laina e ceci", asparagi
Galleria fotografica
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Castelnuovo ParanoPosto su un cocuzzolo a 310 metri di altezza, il paese di Castelnuovo Parano sembra sospeso nell'aria, esposto alle correnti marine del golfo di Gaeta e a quelle montane degli Aurunci. Ed è proprio su questo cocuzzolo del monte Parano che domina Ausonia e la Valle dell'Ausente sulla superstrada Formia-Cassino, che l'abate Desiderio di Montecassino lo volle far nascere nel 1059, per fronteggiare le continue molestie che gli abitanti delle Fratte (l'odierna Ausonia), appartenenti allora alla contea di Traetto, arrecavano ai vicini luoghi di confine della Terra di San Benedetto. E vi costruì col sostegno del duca di Gaeta, un castello in posizione dominante quello delle Fratte. E gli diede il nome di Castelnuovo. Proprio quel Castrum Novum che figura nella porta bronzea della basilica di Montecassino, nella seconda lamina dall'alto, tra i possedimenti più antichi dell'abbazia, riconducibili a Desiderio. Del "Castrum" restano oggi le possenti mura, coperte di edera, e qualche testimonianza della torre principale e delle tre porte d'ingresso.
L'importanza strategica della località fino al tredicesimo secolo è testimoniata dalle continue occupazioni da parte di Adenolfo, conte del Castello di Spigno, e dei conti d'Aquino. Nel 1421 fu definitivamente preso da Braccio da Montone ed affidato a Ruggero Caetani, per cui passò alle dipendenze del ducato di Traetto. Attualmente il suo territorio, attraversato dalla superstrada Formia-Cassino, si va ripopolando, specialmente nella contrada Valli, cresciuta notevolmente, con case, negozi e attività commerciali e industriali.
Itinerari.
A Castelnuovo si può arrivare da due strade: una, più antica e tortuosa, dalla periferia di Ausonia, e un'altra più ampia dalla superstrada in località Valli. Entrambe conducono al centro storico dominato dai resti del vecchio castello.
1. La Terra (castello)
Si lascia la macchina lungo la strada che costeggia il castello e subito salta agli occhi il massiccio di Fammera che domina con la sua mole la catena degli Aurunci. Prima di inoltrarsi nel centro storico si può percorrere tutto il perimetro delle mura del castello e scoprire con i propri occhi perché l'abate Desiderio scelse proprio questo luogo per edificare un castello che sorvegliasse il territorio. Alla fine del percorso che riempie gli occhi con i vasti spazi sottostanti si arriva nel cuore del centro storico, in piazza Minerva, delimitata dalla Chiesa di Santa Maria della Minerva, costruita probabilmente insieme al castello e ampliata nel corso del tempo fino a diventare arcipretale e collegiata. Semplice ed austera, ad una sola navata, con 6 altari, vanta un campanile di 15 metri con un torrione quadrato dotato di 3 campane. Sulla sinistra una scalinata in pietra che porta ai resti del castello, di cui sono ancora visibili la torre principale e tre porte d'accesso. Tutt'intorno, vicoli e stradine ben conservate con case in pietra, archi e portali: da non perdere via della Ruota che costeggia la chiesa con un percorso a zig-zag.
2. Casali
Appena fuori le mura, ecco un "casale"sorto successivamente, con tracce di ricchi insediamenti urbani, oggi sede dell'amministrazione comunale Si può lasciare la macchina nel piazzale della Chiesa dell'Annunziata, costruita nel 1631. A cupola ottagonale, ha una sola navata, con 7 altari, e un campanile, costruito successivamente. Si percorre poi via dei Fiori che improvvisamente si restringe per sboccare sulla deliziosa piazzetta dell'Olmo che si inoltra su via Cassino, costeggiata da costruzioni in pietra con archi e portali di grande pregio. Alla fine della strada villa Cicchelli delimita l'abitato di questa contrada con la sua elegante architettura e il suo ampio giardino ben disegnato.
3. Cisterna
Prima di lasciare Castelnuovo vale la pena fare un piccola deviazione per raggiungere attraverso una stradina che conduce al cimitero, di fronte all'edificio scolastico, la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, edificata nel 1636, un piccolo gioiello incastonato nel verde della campagna dominata dal massiccio di Fammera. Ha un solo altare di pietra, dedicato alla Beata Vergine, alle pareti affreschi quasi cancellati rappresentanti San Marco Evangelista e San Francesco d'Assisi, l'altare decorato con ceramiche datate 1716. Il campanile è a vela sulla facciata principale: sul portale in pietra di travertino ad arco e con un fregio, è ben visibile l'anno di costruzione, 1636. Avendo un po' di tempo in più a disposizione si può visitare, qui vicino, un'antica masseria ora abbandonata, ricca di soluzioni architettoniche tipiche di questi centri.
4. Pimpinelli
Tornando indietro all'incrocio che conduce ai tre casali, dall'altro lato della strada si arriva in località Pimpinelli, dove sorge un antico rione ancora abitato e la piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie a forma di croce greca, con la porta grande ad oriente e, nella lunetta l'immagine della Beata Vergine delle Grazie. Il campanile è a ventola, con due piccole campane proporzionate alla chiesetta. All'interno due altari: il maggiore, marmoreo e di bella struttura, ha dall'una e dall'altra parte tracce di antichi affreschi rappresentanti San Pietro e Paolo. Nel braccio destro della croce c'è l'altro altare dedicato a Sant'Antonio da Padova, eretto nel 1655. Questa cappella fu fondata nel 1630 dagli stessi abitanti del Casale Pimpinelli che trovavano difficoltà ad arrivare alla chiesa di Santa Maria della Minerva.
5. Valli
Lasciato Castelnuovo, si scende verso la superstrada dove sorge il più antico e il più moderno dei suoi casali: S. Antonio Abate o Valli. Il più antico perché qui, immediatamente sotto il livello stradale, sorge la chiesa di S. Antonio Abate. Più moderno perché è qui, in questa valle, che si sta sviluppando l'attività commerciale e industriale di questo paese che si è saputo rinnovare anche dal punto di vista economico e sociale. La chiesa di Sant'Antonio Abate, il cui nome risulta iscritto nella porta bronzea della vecchia basilica Desideriana del monastero di Montecassino, è una cappella di grandissima importanza storica e artistica, scampata "miracolosamente" a secoli di abbandono. Già nel 1568 la chiesa era in mano ad un laico e si era ridotta ormai ad una stalla, mentre in una visita pastorale del 1604 viene menzionata come chiesa "campestre". Sottoposta a restauri importanti pochi anni fa che l'hanno comunque salvata da sicuro degrado, la chiesa reca tuttora, accanto a dipinti trecenteschi, tracce rilevanti di affreschi anteriori: si riconoscono un Cristo, tre angeli in volo, teorie di santi e una gigantesca Vergine.

Didascalia fotografica
Foto nella pagina (dall'alto verso il basso): 1) veduta di Castelnuovo Parano - 2) Castelnuovo Parano in un disegno del XVIII sec.
Foto galleria fotografica: 1) Resti di mura e fortificazioni inglobate in abitazioni provate - 2) Resti delle mura esterne del castello - 3) Resti delle mura esterne del castello - 4) Monte Calvo da Piazza della Minerva - 5) Chiesa di S.Maria della Minerva - 6) Chiesa di S.Annunziata - 7) Via Cicchelli - 8) Chiesa di S.Maria delle Grazie



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