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Posto
su un cocuzzolo a 310 metri di altezza, il paese di Castelnuovo
Parano sembra sospeso nell'aria, esposto alle correnti marine del
golfo di Gaeta e a quelle montane degli Aurunci. Ed è proprio
su questo cocuzzolo del monte Parano che domina Ausonia e la Valle
dell'Ausente sulla superstrada Formia-Cassino, che l'abate Desiderio
di Montecassino lo volle far nascere nel 1059, per fronteggiare
le continue molestie che gli abitanti delle Fratte (l'odierna Ausonia),
appartenenti allora alla contea di Traetto, arrecavano ai vicini
luoghi di confine della Terra di San Benedetto. E vi costruì
col sostegno del duca di Gaeta, un castello in posizione dominante
quello delle Fratte. E gli diede il nome di Castelnuovo. Proprio
quel Castrum Novum che figura nella porta bronzea della basilica
di Montecassino, nella seconda lamina dall'alto, tra i possedimenti
più antichi dell'abbazia, riconducibili a Desiderio. Del
"Castrum" restano oggi le possenti mura, coperte di edera,
e qualche testimonianza della torre principale e delle tre porte
d'ingresso.
L'importanza strategica della località fino al tredicesimo
secolo è testimoniata dalle continue occupazioni da parte
di Adenolfo, conte del Castello di Spigno, e dei conti d'Aquino.
Nel 1421 fu definitivamente preso da Braccio da Montone ed affidato
a Ruggero Caetani, per cui passò alle dipendenze del ducato
di Traetto. Attualmente il suo territorio, attraversato dalla superstrada
Formia-Cassino, si va ripopolando, specialmente nella contrada Valli,
cresciuta notevolmente, con case, negozi e attività commerciali
e industriali.
Itinerari.
A Castelnuovo si può arrivare da due strade: una, più
antica e tortuosa, dalla periferia di Ausonia, e un'altra più
ampia dalla superstrada in località Valli. Entrambe conducono
al centro storico dominato dai resti del vecchio castello.
1. La Terra (castello)
Si lascia la macchina lungo la strada che costeggia il castello
e subito salta agli occhi il massiccio di Fammera che domina con
la sua mole la catena degli Aurunci. Prima di inoltrarsi nel centro
storico si può percorrere tutto il perimetro delle mura del
castello e scoprire con i propri occhi perché l'abate Desiderio
scelse proprio questo luogo per edificare un castello che sorvegliasse
il territorio. Alla fine del percorso che riempie gli occhi con
i vasti spazi sottostanti si arriva nel cuore del centro storico,
in piazza Minerva, delimitata dalla Chiesa di Santa Maria della
Minerva, costruita probabilmente insieme al castello e ampliata
nel corso del tempo fino a diventare arcipretale e collegiata. Semplice
ed austera, ad una sola navata, con 6 altari, vanta un campanile
di 15 metri con un torrione quadrato dotato di 3 campane. Sulla
sinistra una scalinata in pietra che porta ai resti del castello,
di cui sono ancora visibili la torre principale e tre porte d'accesso.
Tutt'intorno, vicoli e stradine ben conservate con case in pietra,
archi e portali: da non perdere via della Ruota che costeggia la
chiesa con un percorso a zig-zag.
2.
Casali
Appena fuori le mura, ecco un "casale"sorto successivamente,
con tracce di ricchi insediamenti urbani, oggi sede dell'amministrazione
comunale Si può lasciare la macchina nel piazzale della Chiesa
dell'Annunziata, costruita nel 1631. A cupola ottagonale, ha una
sola navata, con 7 altari, e un campanile, costruito successivamente.
Si percorre poi via dei Fiori che improvvisamente si restringe per
sboccare sulla deliziosa piazzetta dell'Olmo che si inoltra su via
Cassino, costeggiata da costruzioni in pietra con archi e portali
di grande pregio. Alla fine della strada villa Cicchelli delimita
l'abitato di questa contrada con la sua elegante architettura e
il suo ampio giardino ben disegnato.
3. Cisterna
Prima di lasciare Castelnuovo vale la pena fare un piccola deviazione
per raggiungere attraverso una stradina che conduce al cimitero,
di fronte all'edificio scolastico, la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli,
edificata nel 1636, un piccolo gioiello incastonato nel verde della
campagna dominata dal massiccio di Fammera. Ha un solo altare di
pietra, dedicato alla Beata Vergine, alle pareti affreschi quasi
cancellati rappresentanti San Marco Evangelista e San Francesco
d'Assisi, l'altare decorato con ceramiche datate 1716. Il campanile
è a vela sulla facciata principale: sul portale in pietra
di travertino ad arco e con un fregio, è ben visibile l'anno
di costruzione, 1636. Avendo un po' di tempo in più a disposizione
si può visitare, qui vicino, un'antica masseria ora abbandonata,
ricca di soluzioni architettoniche tipiche di questi centri.
4. Pimpinelli
Tornando indietro all'incrocio che conduce ai tre casali, dall'altro
lato della strada si arriva in località Pimpinelli, dove
sorge un antico rione ancora abitato e la piccola chiesa di Santa
Maria delle Grazie a forma di croce greca, con la porta grande ad
oriente e, nella lunetta l'immagine della Beata Vergine delle Grazie.
Il campanile è a ventola, con due piccole campane proporzionate
alla chiesetta. All'interno due altari: il maggiore, marmoreo e
di bella struttura, ha dall'una e dall'altra parte tracce di antichi
affreschi rappresentanti San Pietro e Paolo. Nel braccio destro
della croce c'è l'altro altare dedicato a Sant'Antonio da
Padova, eretto nel 1655. Questa cappella fu fondata nel 1630 dagli
stessi abitanti del Casale Pimpinelli che trovavano difficoltà
ad arrivare alla chiesa di Santa Maria della Minerva.
5. Valli
Lasciato Castelnuovo, si scende verso la superstrada dove sorge
il più antico e il più moderno dei suoi casali: S.
Antonio Abate o Valli. Il più antico perché qui, immediatamente
sotto il livello stradale, sorge la chiesa di S. Antonio Abate.
Più moderno perché è qui, in questa valle,
che si sta sviluppando l'attività commerciale e industriale
di questo paese che si è saputo rinnovare anche dal punto
di vista economico e sociale. La chiesa di Sant'Antonio Abate, il
cui nome risulta iscritto nella porta bronzea della vecchia basilica
Desideriana del monastero di Montecassino, è una cappella
di grandissima importanza storica e artistica, scampata "miracolosamente"
a secoli di abbandono. Già nel 1568 la chiesa era in mano
ad un laico e si era ridotta ormai ad una stalla, mentre in una
visita pastorale del 1604 viene menzionata come chiesa "campestre".
Sottoposta a restauri importanti pochi anni fa che l'hanno comunque
salvata da sicuro degrado, la chiesa reca tuttora, accanto a dipinti
trecenteschi, tracce rilevanti di affreschi anteriori: si riconoscono
un Cristo, tre angeli in volo, teorie di santi e una gigantesca
Vergine.
Didascalia fotografica
Foto nella pagina (dall'alto verso il basso): 1) veduta di Castelnuovo
Parano - 2) Castelnuovo Parano in un disegno del XVIII sec.
Foto galleria fotografica: 1) Resti di mura e fortificazioni inglobate
in abitazioni provate - 2) Resti delle mura esterne del castello
- 3) Resti delle mura esterne del castello - 4) Monte Calvo da Piazza
della Minerva - 5) Chiesa di S.Maria della Minerva - 6) Chiesa di
S.Annunziata - 7) Via Cicchelli - 8) Chiesa di S.Maria delle Grazie
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