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La
parte più elevata degli Aurunci è invece caratterizzata
da un clima fresco-umido nel periodo estivo e freddo nel periodo
invernale per l'effetto dei venti di tramontana e per le relative
alte quote che spesso fanno permanere il manto nevoso anche oltre
un mese. La vegetazione, a sua volta, risente della varietà
delle condizioni ambientali e, dove l'azione distruttrice dell'uomo
non è ancora arrivata, è possibile osservare interessanti
resti di associazioni naturali quali la sughereta di Costamezza
- periodicamente insidiata dai numerosi incendi dolosi che si verificano
nei mesi estivi - la lecceta di monte Ruazzo e monte Campone, le
faggete del versante settentrionale di monte Petrella, le praterie
di alta quota. La vegetazione delle rupi, poi, riveste un interesse
particolare, come pure quella delle doline, dove il microclima favorisce
la permanenza di specie che di solito si incontrano a quote molto
più elevate.
Dal punto di vista botanico, gli Aurunci sono rimasti pressoché
sconosciuti fino ai nostri giorni (salvo un contributo parziale
di Nicola Terracciano che alla fine del secolo scorso in tre diverse
escursioni esplorò questi rilievi classificando un discreto
numero di specie) sia per la collocazione geografica del comprensorio
- essendo la zona più a sud del Lazio e quella a confine
con l'area più a nord della Campania - sia per le vicende
storico-politiche che hanno contribuito a far sì che la gravitazione
culturale del territorio aurunco fosse sempre oscillante tra Lazio
e Campania, tra Stato Pontificio e Regno di Napoli, tra nord e sud.
Solo recenti ricerche, tutt'ora in corso, di B.Moraldo, F.Minutillo
e W.Rossi, hanno permesso di accertare che sotto l'aspetto floristico,
questi monti rappresentano una delle aree più interessanti
del Lazio. Infatti, per la posizione che occupano, gli Aurunci costituiscono
un punto di transizione tra l' Appennino centrale e quello meridionale;
alcune specie come: Centaurea rupestris, Pseudolysimachion barrelieri,
Potentilla cinerea, Corydalis pumila, per citare quelle che più
facilmente si incontrano lungo i principali sentieri natura, vi
trovano il punto più meridionale della loro area di diffusione;
mentre altre, come la Scabiosa crenata o l'Asphodeline liburnica,
hanno qui il loro limite settentrionale; vi si rinvengono, inoltre,
nurn~rosi endemismi dell'Italia centro-meridionale, come: Campanula
tanfanii, Solenanthus apenninus, Sempervivum italicum, e, tra le
orchidee, Ophrys lacaitae ed Ophrys promontorii.
Didascalia fotografica
Foto nella pagina: 1) Paesaggio floristico dei Monti Aurunci
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