XIX Comunità Montana "L'Arco degli Aurunci"
 

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XIX COMUNITA' MONTANA MONTI AURUNCI
Itinerario floristico e faunistico
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La parte più elevata degli Aurunci è invece caratterizzata da un clima fresco-umido nel periodo estivo e freddo nel periodo invernale per l'effetto dei venti di tramontana e per le relative alte quote che spesso fanno permanere il manto nevoso anche oltre un mese. La vegetazione, a sua volta, risente della varietà delle condizioni ambientali e, dove l'azione distruttrice dell'uomo non è ancora arrivata, è possibile osservare interessanti resti di associazioni naturali quali la sughereta di Costamezza - periodicamente insidiata dai numerosi incendi dolosi che si verificano nei mesi estivi - la lecceta di monte Ruazzo e monte Campone, le faggete del versante settentrionale di monte Petrella, le praterie di alta quota. La vegetazione delle rupi, poi, riveste un interesse particolare, come pure quella delle doline, dove il microclima favorisce la permanenza di specie che di solito si incontrano a quote molto più elevate.
Dal punto di vista botanico, gli Aurunci sono rimasti pressoché sconosciuti fino ai nostri giorni (salvo un contributo parziale di Nicola Terracciano che alla fine del secolo scorso in tre diverse escursioni esplorò questi rilievi classificando un discreto numero di specie) sia per la collocazione geografica del comprensorio - essendo la zona più a sud del Lazio e quella a confine con l'area più a nord della Campania - sia per le vicende storico-politiche che hanno contribuito a far sì che la gravitazione culturale del territorio aurunco fosse sempre oscillante tra Lazio e Campania, tra Stato Pontificio e Regno di Napoli, tra nord e sud. Solo recenti ricerche, tutt'ora in corso, di B.Moraldo, F.Minutillo e W.Rossi, hanno permesso di accertare che sotto l'aspetto floristico, questi monti rappresentano una delle aree più interessanti del Lazio. Infatti, per la posizione che occupano, gli Aurunci costituiscono un punto di transizione tra l' Appennino centrale e quello meridionale; alcune specie come: Centaurea rupestris, Pseudolysimachion barrelieri, Potentilla cinerea, Corydalis pumila, per citare quelle che più facilmente si incontrano lungo i principali sentieri natura, vi trovano il punto più meridionale della loro area di diffusione; mentre altre, come la Scabiosa crenata o l'Asphodeline liburnica, hanno qui il loro limite settentrionale; vi si rinvengono, inoltre, nurn~rosi endemismi dell'Italia centro-meridionale, come: Campanula tanfanii, Solenanthus apenninus, Sempervivum italicum, e, tra le orchidee, Ophrys lacaitae ed Ophrys promontorii. >> Continua


Didascalia fotografica

Foto nella pagina: 1) Paesaggio floristico dei Monti Aurunci



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