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Generalmente,
in tutta la zona montana si ammira un' interessantissima vegetazione
che in alcuni luoghi si è conservata molto bene, con diffusi
esemplari di specie solo da poco scoperte. Quanto brevemente illustrato
può già fornire un'idea della straordinaria importanza
naturalistica che questi monti hanno nel contesto laziale, soprattutto
in relazione alla proposta di istituzione di un Parco Naturale Regionale,
che potrà garantire un equilibrato sviluppo floro-faunistico
degli Aurunci. Questi monti, a causa della notevole pressione antropica,
non presentano una particolare ricchezza faunistica, anche se notevole
è la presenza di uccelli, stazionari e di passo: il picchio,
l'upupa, il codibugnolo, la ghiandaia, il rigogolo, l' averI a e,
in particolare, i rapaci notturni e diurni, che attualmente sono
in lieve incremento.
Il Falco pellegrino nidifica sulle pareti rocciose del Fammera,
roccia Laolatra e monte Maio, in ambienti rupestri al di sotto dei
mille metri di quota, dai quali controlla più facilmente
i suoi "territori di caccia". Il Gheppio è il più
comune dei rapaci diurni degli Aurunci, presente con oltre 200 coppie
e in fase di forte popolamento. Il suo territorio di caccia si estende
dai pascoli montani ai coltivi, in aree pianeggianti e pedemontane;
le prede sono rappresentate da topi, lucertole, gechi e piccoli
serpenti. Il Biancone, un' aquila di media grandezza - con un'apertura
alare di oltre 150 cm - nidifica sulla parete di Fammera.
In tutto il Lazio è presente con sole 20-30 coppie e attualmente
è minacciato dalle trasformazioni ambientali: per la sua
sopravvivenza, infatti, sono vitali estese superfici incolte e pietraie
ben esposte e ricche di serpenti, che rappresentano la quasi totalità
delle sue prede. La Poiana è specie stazionaria sui monti
Aurunci e costruisce il nido principalmente sui grandi faggi del
Petrella. Anche lo Sparviere nidifica sui faggi, tra gli 800 e 1.400
metri di quota; le sue prede sono costituite principalmente da uccelli
di piccole dimensioni. Il Barbagianni, l'Allocco, la Civetta e l'
Assiolo sono i rapaci notturni maggiormente presenti sui monti Autunci.
Si cibano di topi e lucertole e si insediano nei ruderi abbandonati
(barbagianni, civetta) o nidificano in vecchi alberi tra i boschi
misti (allocco) a quote comprese tra i 600 e 1.200 metri. Tra gli
altri volatili il Corvo imperiale - specie rara nell' Appennino
centrale - è stato recentemente localizzato sugli Aurunci,
dove nidifica su una parete rocciosa a 700 metri di quota.
Didascalia fotografica
Foto nella pagina: 1) Paesaggio floristico dei Monti Aurunci
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