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XIX COMUNITA' MONTANA MONTI AURUNCI
Itinerari dei Monti Aurunci: Fossa Juanna
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Lunghezza itinerario:

km 3,900
Tempo di percorrenza:

salita: ore 2,30


Dislivello:


Altitudine min:

Altitudine max:

m. 250

m. 1283

m. 1533
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Da Fontana di Canale (m. 1283) a monte S.Angelo (m. 1404) e monte Petrella (m.1533), scendendo per la faggeta fino a Fossa Juanna (m.1317) e ritorno alla sorgente. Circuito a piedi in alta montagna, attorno al massiccio calcareo del Petrella. È un itinerario breve, poco faticoso e accessibile a tutti. Eccezionale il paesaggio: una stupenda terrazza tra mare e monti. Per il ritorno alla sorgente di Canale si attraversa prima una fitta faggeta, poi Fossa Juanna, la dolina più suggestiva degli Aurunci.

L'itinerario

Da Maranola (m. 260) si segue la strada carrabile per la montagna, superando il quadrivio di monte Campone (m. 794), la Forcella di Fraile (m. 987), il bosco di monte Altino (m. 1184) fino in località Valliera (m. 1247). Si lascia l'auto e si percorre un breve tratto di pista sterrata, con fondo sassoso, fino a Fontana di Canale (m. 1283), la sorgente più alta del gruppo montuoso degli Aurunci: osservandola attentamente si riconosce uno strato di roccia verdastra che, essendo poco permeabile, raccoglie le acque delle rocce calcaree sovrastanti e genera questa piccola risorgi va, dalla portata limitata ma perenne. La presenza dell' acqua è vitale per le attività silvo-pastorali che si svolgono in quest'area montana. Lasciando alle spalle sorgente e rifugio, diretti verso sud, si prende il sentiero per monte S.Angelo, percorrendo il tracciato della "forestale". Venti minuti sono necessari per raggiun~ere la cima di monte S.Angelo. Lungo questo percorso si può ammirare la rara Campanula foliosa mentre sulla cima del monte, nella prateria alpina risalta nel periodo estivo la Centaurea rupestris, dai vistosi capolini gialli. Sulle balze rupestri, invece, fiorisce l'iris suaveolens, un giaggiolo dagli intensi colori violacei. Un orizzonte sterminato a picco sul mare si apre da M. S. Angelo. Una breve sosta e si riprende il sentiero per Le Campetelle e la vetta del Petrella. In primavera il bosco si colora di varie tonalità di verde: prevalgono l'abete, il carpino, l'acero e il faggio, mentre i prati-pascoli si popolano di campanule alpine, aquilegie, narcisi, rose penduline e orchidee. Nel piccolo nucleo di faggi delle Campetelle è stata rinvenuta recentemente una rarissima orchidea, l'Epipactis persica: una specie dell'Asia minore che in Italia si trova solo in tre località. Da monte S.Angelo alla vetta del Petrella sono necessari 40 minuti percorrendo la mulattiera a mezza costa che attraversa la sella erbosa di monte Campetelle (m. 1450). Ancora un breve tratto su pendio roccioso, fuori dal bosco, e si raggiunge la vetta (m. 1533). Anche qui è necessaria una sosta per ammirare l'immenso panorama: dalle isole agli Appennini, dal Vesuvio al Circeo, con la riviera aurunca, e i centri di Gaeta, Formia, Scauri, Minturno e la piana del Garigliano. Il versante settentrionale del Petrella è ricoperto da una magnifica faggeta che scende fino a q.1050 m., a contatto con la Valle, l'esteso altipiano carsico di Spigno Satumia. Nella faggeta crescono anche alcuni grossi esemplari di Salix caprea e ciliegi selvatici. Dalla vetta si scende quasi per cresta, fino a q. 1397 dove si incrociano due sentieri: quello che continua a scendere fino alla Sella della Valle (m. 1133) e quello che si inoltra nel bosco in direzione ovest. Bisogna seguire quest'ultimo sentiero sulla sinistra, attraversando la faggeta quasi sempre in quota fino a Fossa Juanna, una grossa dolina coperta da un bel prato verde e racchiusa dal bosco. Quaranta minuti dalla vetta sono necessari per raggiungere Fossa Juanna, attraversando anche il tracciato di un' antica teleferica costruita all'inizio del secolo per il trasporto dei grossi tronchi di faggio fino all'abitato di Maranola. Il taglio della faggeta risale agli anni della prima guerra mondiale: gli alberi mai tagliati prima erano enormi e venivano abbattuti per ricavame legname da costruzione. Solo alcuni esemplari, con una circonferenza di oltre tre metri, sono scampati al taglio, lasciati sotto Fontana di Canale per dare ombra ai pastori e alle mandrie dopo l' abbeveraggio. Tracce del basamento dei piloni si trovano anche in località Vallaroce e monte Rusco, nei pressi del Redentore. La teleferica partiva da Maranola, raggiungeva il Redentore e, scavalcando la Valliera e monte degli Aceri, proseguiva giù per il bosco del Petrella fino alla Valle Porcara di Spigno. Lungo il sentiero che attraversa il bosco si notano le carbonaie, piccole piazzole dove in passato i boscaioli trasformavano la legna in carbone e la trasportavano a dorso di mulo nei paesi vicini. Fossa Juanna, specialmente nel periodo compreso tra giugno e settembre, è un ambiente estremamente suggestivo: una conca perfettamente circolare che si apre improvvisamente in mezzo al fitto bosco tli faggi, con un diametro di circa 100 metri e un prato verdissimo. È conosciuta anche come Fossa delle streghe: leggende popolari raccontano che qui viveva una strega o una donna di facili costumi, di nome Juanna, che faceva "sortilegi, preparava filtri magici e si abbandonava a riti satanici". Fece però una brutta fine: per un presunto tradimento fu legata attorno ad un albero e bruciata viva da un gruppo di briganti che avevano il loro rifugio tra quelle gole e quei boschi impenetrabili. Risalendo dal fondo della dolina (m. 1317) si raggiunge la cresta a q. 1395 m. Seguendo il sentiero si ritorna a Fontana di Canale, punto di partenza dell'itinerario. In prossimità della sorgente si può ammirare un magnifico esemplare di Agrifoglio (Ilex aquifolium L.) e, nel periodo primaverile, la rara Gagea villosa, una bella pianta gialla che fiorisce tra le spaccature delle rocce. Un'ora e mezza è necessaria per tornare alla sorgente dalla cima del Petrella.



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