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XIX COMUNITA' MONTANA MONTI AURUNCI
Itinerari dei Monti Aurunci: Vallemaio, l'altopiano di Vallaurea
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Lunghezza itinerario:

km 2,100
Tempo di percorrenza:

salita: ore 1,00

discesa: ore 0,40


Dislivello:


Altitudine min:

Altitudine max:

m. 350

m. 305

m. 655
Visualizza la cartina dell'itinerario

Dalla Valle del Maio (m. 305), percorrendo le pendici occidentali di colle Agrifoglio, si sale a Vallaurea (m. 655), l'altopiano principale del gruppo montuoso degli Aurunci orientali.
Itinerario piacevole e poco faticoso. Dal centro storico di Vallemaio, arroccato su un cucuzzolo a dominio di una verde vallata, si sale a piedi per una pista sterrata lungo le pendici di colle Agrifoglio, fino all'altopiano di Vallaurea. Frequentata da mandrie e pastori, Vallaurea è una delle più interessanti pIaghe del sistema montuoso degli Aurunci, sia sotto l'aspetto vegetazionale e paesaggistico che sotto l'aspetto agro-silvo-pastorale.
L'itinerario
Si raggiunge in auto il centro storico di Vallemaio dalla Superstrada - SS 630 Ausonia - attraversando il centro urbano si S.Giorgio a Liri. Un compatto agglomerato di case antiche (m.337) domina una fertile vallata, la Valle del Maio, incassata tra le pendici di monte Maio, monte Calvo, colle Agrifoglio, e colle Arso. Una pista bianca - dissestata in più punti - collega il centro abitato con la vallata più piccola, posta a monte del paese, a 650 metri circa sul livello del mare. E' la Vallaurea, una conca incantevole, estesa poco più di 1500 ettari, tra le cime di monte Maio, monte Faito, colle Cerasola e colle Ornito. Un'ora si impiega per raggiungere a piedi, dal paese, questo fiorente centro di allevamento del bestiame allo stato brado e semibrado. Il percorso è interessante anche per i continui affacci sulla piccola conca di Vallemaio e, in lontananza, sulla valle del Liri, gli Appennini e Montecassino. Le pendici occidentali di colle Agrifoglio sono generalmente brulle, mentre boscate e verdi appaiono in primavera le pendici settentrionali di monte Maio. Lungo il percorso, sulla destra salendo c'è un bosco di carpino, acerro, cerro e roverella, con qualche esemplare di Albero di Giuda, mentre sulla sinistra in alto l'ambiente si presenta estremamente degradato con un manto vegetale discontinuo, costituito prevalentemente di ampelodesmo, misto a lentisco e ginestra di maggio.
Maggio-giugno è il periodo migliore per percorrere la valle: mandrie e pastori la attraversano in lungo e in largo tra estesi prati erbosi, inframmezzati da spuntoni di roccia carsica, e una miriade di capanne, mandre, aie, cisterne in muratura e abbeveratoi che testimoniano l'intensa vita agro-silvo-pastorale che si svolgeva in questo pianoro fino alla metà del nostro secolo. La vita nella piana era favorita soprattutto dalle condizioni climatiche e dalla quota non troppo elevata dei monti e delle valli: il clima del luogo, infatti, è secco e rigido in inverno, con assenza assoluta di neve, fresco e asciutto in estate, quando le grandi calure sono mitigate dalla brezza marina che proviene dalla vicina costa del Golfo di Gaeta. >> Continua



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