XIX Comunità Montana "L'Arco degli Aurunci"
 

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XIX COMUNITA' MONTANA MONTI AURUNCI
Un viaggio nella storia
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I contorni dell'Italia e degli Aurunci hanno subito profonde trasformazioni per assumere l'attuale morfologia, attraverso complesse vicende geologiche durate milioni di anni. Sulla base della teoria della deriva dei continenti gli scienziati affermano che 250 milioni di anni fa l'Italia non esisteva ancora e che fra 100 milioni di anni non esisterà più: sarà schiacciata tra l'Africa e l'Europa in una morsa inesorabile. Cinquanta milioni di anni fa la Tetide ricopriva con le sue acque le catene montuose che si stavano formando per l'avvicinamento della zolla africana a quella euroasiatica. Tre milioni di anni fa la formazione dell'Italia era quasi completata: gran parte degli Appennini e frammenti del Lazio emergevano dal Mediterraneo; le piane del Garigliano e dell' Ausente, così come oggi le vediamo rappresentate nelle carte geografiche, erano ancora sott'acqua. Gaeta era un'isola e gli Aurunci terrazze naturali affacciate sul mar Tirreno.
Per l'area geografica degli Aurunci furono i periodi glaciali ed interglaciali, succedutisi a partire da un milione e ottocentomila anni fa, ad influire marcatamente sugli aspetti fisici e biologici del paesaggio. Inoltre, lungo la costa laziale e campana la natura era particolarmente inquieta: erano in eruzione i vulcani dei colli Albani e di Roccamonfina. Il vulcano di Roccamonfina con la sua imponente mole, di forma conica, dominava il territorio degli Aurunci: in piena attività - tra un milione e mezzo e trecentoquarantamila anni fa raggiungeva un'altitudine di 1.750 metri. Nelle successive vicende orogenetiche, in relazione ai fenomeni di assestamento, la parte centrale e più elevata del vulcano sprofondò nelle viscere bollenti della Terra, riducendo l'altitudine agli attuali 1.000 metri. Le ultime manifestazioni vulcaniche del complesso di Roccamonfina - oggi spento - risalgono a trentamila anni fa. Da allora il vulcano si erge come un fungo senza cima tra le brulle montagne circostanti e le pianure intensamente coltivate e antropizzate del Garigliano e del Volturno. Nel corso di cinque glaciazioni del Quaternario, intercalate da periodi cosiddetti interglaciali, in un ciclo «freddo-caldo-freddo», il livello del mare cambiò frequentemente, i fiumi mutarono spèsso il loro corso e il loro regime, si formarono nuove lagune. >> Continua



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