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I contorni
dell'Italia e degli Aurunci hanno subito profonde trasformazioni
per assumere l'attuale morfologia, attraverso complesse vicende
geologiche durate milioni di anni. Sulla base della teoria della
deriva dei continenti gli scienziati affermano che 250 milioni di
anni fa l'Italia non esisteva ancora e che fra 100 milioni di anni
non esisterà più: sarà schiacciata tra l'Africa
e l'Europa in una morsa inesorabile. Cinquanta milioni di anni fa
la Tetide ricopriva con le sue acque le catene montuose che si stavano
formando per l'avvicinamento della zolla africana a quella euroasiatica.
Tre milioni di anni fa la formazione dell'Italia era quasi completata:
gran parte degli Appennini e frammenti del Lazio emergevano dal
Mediterraneo; le piane del Garigliano e dell' Ausente, così
come oggi le vediamo rappresentate nelle carte geografiche, erano
ancora sott'acqua. Gaeta era un'isola e gli Aurunci terrazze naturali
affacciate sul mar Tirreno.
Per l'area geografica degli Aurunci furono i periodi glaciali ed
interglaciali, succedutisi a partire da un milione e ottocentomila
anni fa, ad influire marcatamente sugli aspetti fisici e biologici
del paesaggio. Inoltre, lungo la costa laziale e campana la natura
era particolarmente inquieta: erano in eruzione i vulcani dei colli
Albani e di Roccamonfina. Il vulcano di Roccamonfina con la sua
imponente mole, di forma conica, dominava il territorio degli Aurunci:
in piena attività - tra un milione e mezzo e trecentoquarantamila
anni fa raggiungeva un'altitudine di 1.750 metri. Nelle successive
vicende orogenetiche, in relazione ai fenomeni di assestamento,
la parte centrale e più elevata del vulcano sprofondò
nelle viscere bollenti della Terra, riducendo l'altitudine agli
attuali 1.000 metri. Le ultime manifestazioni vulcaniche del complesso
di Roccamonfina - oggi spento - risalgono a trentamila anni fa.
Da allora il vulcano si erge come un fungo senza cima tra le brulle
montagne circostanti e le pianure intensamente coltivate e antropizzate
del Garigliano e del Volturno. Nel corso di cinque glaciazioni del
Quaternario, intercalate da periodi cosiddetti interglaciali, in
un ciclo «freddo-caldo-freddo», il livello del mare
cambiò frequentemente, i fiumi mutarono spèsso il
loro corso e il loro regime, si formarono nuove lagune.
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