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Tutta
l'area tra Formia e Mondragone, tra gli Aurunci ed il Massico -
in origine dominio marino - attraverso la rapida trasformazione
delle condizioni paleoambientali divenne un ambiente lagunare e
palustre. La piana del Garigliano è il risultato dell' azione
di deposito perenne dei materiali alluvionali trasportati dai fiumi
Liri e Voltumo ed erosi dagli agenti atmosferici in prevalenza eolici.
Questi materiali, stratificandosi, con il passare del tempo respinsero
il mare che circondava il Massico e gli Aurunci e occupava la maggior
parte delle piane. Riemersero così le pianure.
Per il territorio aurunco i periodi glaciali ed interglaciali significarono
dapprima - tra 200.000 e 150.000 anni fa - l'abbassamento di circa
60 80 metri del livello del mare con la linea di costa che si spingeva
alcuni chilometri più al largo rispetto all' attuale. È
il periodo interglaciale Riss Wiirm. Durante la glaciazione di Wiirm
tra gli 80.000 e i 15.000 anni fa, si ebbe una nuova regressione
e il livello delle acque marine scese di un centinaio di metri.
Terminata la gIaci azione di Wiirm iniziò un nuovo periodo
interglaciale che gradualmente ha condotto alla situazione di oggi
e quindi all'attu'ale livello del mare. Le testimonianze lasciate
nel territorio da tutte le vicende geologiche sintetizzate sono
numerose. Le variazioni del livello del mare hanno fatto sì
che resti di organismi marini siano stati rinvenuti nel sottosuolo,
poco oltre 50 metri di profondità, e che, di converso, tracce
della presenza di molluschi litodomi siano riscontrabili facilmente
in corrispondenza delle antiche linee di costa sul promontorio di
Gaeta - addirittura fino a 80 metri di altezza rispetto all'attuale
battigia. Anche le antiche modificazioni del clima hanno lasciato
tracce nelle numerose grotte carsiche di S .Agostino a Gaeta: resti
di fauna «fredda» come il Mammuth, il Cervus, l'Ursus
speleus, insieme alle prove della presenza in tutta l'area pontina
di boschi di abete. L'esistenza di gruppi umani nel Lazio meridionale
è attestata molto prima dei tempi storici. Nella regione
aurunca si può verosimilmente ipotizzare, in una fase originaria,
la presenza di dlue precise culture insediative: un habitat montano,
con percorsi di crinale favoriti rispetto a quelli di pianura e
di mezzacosta - sia per problemi di orientamento e di controllo,
che per maggior sièurezza e facilità di percorrenza
- e un habitat marino con le numerose grotte carsiche costiere che
rappresentano una delle forme abitati ve primordiali della zona,
come quella "neanderthaliana" del Circeo, la più
rinomata.
Didascalia fotografica
Foto nella pagina: 1) veduta di Castelnuovo Parano
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