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La
ricchezza del territorio era rappresentata dall'utilizzazione agricola
dei campi attraverso le più svariate culture erbacee ed arboree
- soprattutto vite e ulivo - oltre che dalla pesca. La vitalità
dell'economia agricola determinerà nei primi secoli del Medioevo
un'attiva presenza della Chiesa di Roma, sostituitasi al potere
imperiale decaduto, che ne traeva prodotti per la Capitale. Con
la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.C.) un'epoca di
declino e di crisi succede a secoli di grande splendore e ricchezza.
L' impaludamento parziale della piana del Garigliano, le scorrerie
barbariche prima e quelle saracene dopo, sconvolgono la vita e l'economia
locale: Minturno e Formia vengono completamente distrutte dagli
Agareni, perdendo gradualmente l'importanza raggiunta nei secoli
precedenti. Entrambe le città, tra il VI e l'VIII sec. d.C.,
perdono anche la Sede V~scovile, "per mancanza di fedeli".
Le invasioni longobarde ed il crescere delle acque stagnanti hanno
portato alla graduale decadenza di Minturnae, mentre si contrappone
- in prosieguo di tempo - sulla prossima collina il centro di Traetto,
termine che indica la presenza di un traghetto o scafa utilizzata
dopo il crollo del ponte sul fiume Garigliano. Solo nel 1879 tornerà
il nome di Minturno. Formia, trovandosi anch'essa sulla via Appia,
subì facilmente gli attacchi delle orde barbariche e perse
gradualmente l'importanza raggiunta in età romana. Nel IX
secolo vie- ne quasi a perdersi il nome della città che verrà
sostituito inizialmente con quello di Mola cui si accomunerà
qualche secolo dopo, per la parte più alta, il toponimo Castellone.
.I due centri rimarranno distinti, quali sobborghi di Gaeta, fino
al 1819. La regione aurunca attraversa complessivamente un grande
periodo di regresso e di crisi per l'abbandono delle aree di pianura
e il trasferimento della popolazione in luoghi fortificati, sulle
colline o sui rilievi costieri protesi nel mare. Il promontorio
roccioso di monte Orlando, estrema propaggine dei monti Aurunci,
comincia così ad ospitare gran parte delle popolazioni limitrofe
in pericolo, cessando di essere luogo di svago e di villeggiatura
di ricchi romani.
Didascalia fotografica
Foto nella pagina: 1) veduta della Valle del Liri e di Esperia
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