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Nasce
così Gaeta, terra di fuggiaschi e di immigrati, subito contrassegnata
sin dal Medioevo da una delle più alte densità demografiche
della penisola. "...per essere stato luogo riconosciuto di
sua natura fortificato ed idoneo per potersi difendere, vi si condussero
ad abitare il Duca, il Vescovo, il Clero, la nobiltà e i
cittadini di Formia, e si eleggerono i Magistrati e quanto si richiedeva
per governare una Città, ed edificata la Cattedrale vi traslarono
parimenti il corpo di Sant'Erasmo..." (P. Cayro, 1816). Nelle
terre della Chiesa, da Fondi al Garigliano, ad un potere religioso
che si esprimeva anche con i ben noti patrimonia e con le domus
cultae si contrapponeva ormai un organismo autonomo qual' era il
potere di Gaeta che, gradualmente, per la stessa posizione naturale
verrà ad assumere il ruolo di guida su tutto il territorio,
da Terracina al Garigliano e dalla costa verso l'interno oltre le
cime degli Aurunci e parte degli Ausoni, fino a contatto con l'Abbazia
di Montecassino, la Terra Sancti Benedicti. Appartenevano al Ducato
di Gaeta anche le isole ponziane. Dalla metà del IX secolo
pure la sede del Vescovato è sul promontorio roccioso di
Gaeta erede, pertanto, delle antiche sedi di Minturno e Formia.
Il Ducato raggiunge rapidamente una posizione rilevante ed inizia
una forte politica d'indipendenza riuscendo sempre a contrastare
l'orda barbarica dei Saraceni. La colonia sa- racena del Garigliano
sarà presente nel Lazio meridionale dall'881 al 915, recando
in quel periodo lutti e devastazioni nelle aree vicine e lontane;
si ricordino solo le distruzioni delle abbazie di San Vincenzo al
Volturno (881) e di Montecassino nell'883. La scomparsa saracena
- con la battaglia del Garigliano del 915 -, il ridimensionamento
del potere territoriale pontificio, il definitivo distacco da Bisanzio
e da Napoli, as- segnano dunque a Gaeta, nel terzo decennio del
X secolo, una posizione di forza e legittimano l'autonomia del Ducato.
Gran parte dei territori che oggi ricadono nel comprensorio aurunco,
tra il IX e il XII secolo formavano il patrimonium dell' antico
Ducato mentre quelli nord-orientali - Castelnuovo Parano, Sant'
Andrea, Vallemaio - erano annessi al patrimonium Sancti Benedicti,
tra i possedimenti montana et planiora che circondavano l'abbazia
cassinese.
Didascalia fotografica
Foto nella pagina: 1) Pianoro Valle del Lago
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