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Nel
X.IV secolo Gaeta è un comune libero. La città tirrenica
comincia ad esercitare una nuova funzione di piazzaforte o "chiave
del Regno", che diverrà col tempo sempre prevalente:
città di confine del Regno di Napoli verso lo Stato Pontificio.
La storia di Gaeta da allora è strettamente unita a quella
del Regno di Napoli tanto che per alcuni periodi sostituirà
anche questa città come Capitale. Gli assedi che subirà
- se ne contano durante tutta la sua storia una quindicina e sempre
con gravi conseguenze anche per i borghi segnano per tutto l'arco
discendente del Medioevo, ma in particolare per il periodo moderno,
altrettanti episodi decisivi per il Mezzogiorno d'Italia. La caduta
della fortezza coincide sempre con l'avvento di una nuova dinastia,
di una nuova dominazione straniera su tutta l'Italia Meridionale.
Nel 1454, con la pace di Lodi, tutta l'area aurunca è stabilmente
inserita nel Regno di Napoli, sotto il nome di Terra di Lavoro.
Con la conquista spagnola del Regno, nel 1503, iniziano sul promontorio
di Gaeta le grandi opere di difesa, prima con Ferdinando il Cattolico
poi con Carlo V. La città nelle mura viene sempre più
ad assumere l'aspetto di un'inespugnabile fortezza, da terra e da
mare, perdendo per secoli la libertà di espandersi e produrre.
Due secoli di stenti ed il 1707 agli Spagnoli succedono gli Austriaci,
a questi nel 1734 i Borboni, con Carlo 111. Ancora assedi nel 1799,
nel 1806 e nel 1815 a testimoniare la vicenda umana e militare della
città e del territorio aurunco. Le popolazioni locali vivono
secoli di decadenza e di crisi: riprendono le scorrerie piratesche
dal mare e si alimenta la formazione del brigantaggio .organizzato
che resterà piaga endemica dell' area collinare e montana
fino a buona parte dell' Ottocento. Esemplare è la vicenda
di Michele Pezza nato a Itri nel 1771 e universalmente noto con
il nome di Frà Diavolo, "un personaggio mitico per le
sue gesta miste d'orrore e d'eroismo". Fu catturato dai Francesi,
di cui era acerrimo nemico, e impiccato a Napoli in piazza Merito
il l novembre 1806.
Didascalia fotografica
Foto nella pagina: 1) veduta dei Monti Aurunci e del Garigliano
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