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La
felice posizione e la conformazione geografica, la bellezza del
paesaggio e la mitezza del clima, la capacità e la tenacia
degli abitanti, hanno fatto convergere su di esso mire ed interessi
che l'hanno di volta in volta arricchito di presenze artistico-architettoniche,
oppure fatto oggetto di devastazioni, sempre tenendolo, comunque,
nel vivo della storia. Questa funzione si è conservata finchè
le dominanti dell' assetto politico e sociale erano la difendibilità
dei centri abitati, il controllo delle vie di transito, la compiutezza
a livello municipale della produzione economica e sociale. L'apertura
economica del dopoguerra ha messo rapidamente in crisi questo sistema.
Nel nuovo assetto, che divora insaziabilmente spazio, che si fonda
sulla flessibilità e la modularità, che premia solo
la capacità continua di innovare, risultano perdenti le strettoie,
le rigidità, la frammentazione e le sovrapposizioni che contraddistinguono
non solo il territorio ma anche mentalità ed interessi operativi.
Certo, il comprensorio aurunco ha partecipato alla generale espansione
degli ultimi trent' anni, ma è una crescita di riflesso,
che stenta a competere con i progressi in corso a livello nazionale
e regionale. L'agricoltura, un tempo fiorente e redditizia, è
praticamente scomparsa come attività aziendale svolta professionalmente;
l'industria, a sua volta, negli ultimi trent'anni passa da una posizione
di preminenza nel Lazio meridionale ad una del tutto marginale.
In realtà, la protagonista assoluta dell'espansione di attività
e di reddito nel comprensorio aurunco è stata l'edilizia
privata, con una crescita abnorme di seconde case, senza che questo
abbia contribuito al decollo del turismo. Il rilevante patrimonio
artistico, la dovizia di beni storici e ambientali, la bellezza
del paesaggio, la mitezza del clima, la ricchezza della natura,
legati alla programmata realizzazione del Parco naturale dei monti
Aurunci e alla vicinanza della fascia costiera, meta di un flusso
turistico balneare in costante espansione, inducono ancora a ritenere
possibile un progetto integrato turistico di sviluppo delle aree
interne, collinari e montane, che attiri in questo territorio un
segmento di mercato più qualificato ed attento alle bellezze
naturali, paesaggistiche e storico-ambientali del Lazio meridionale.
Didascalia fotografica
Foto nella pagina: 1) Falco pellegrino
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