XIX Comunità Montana "L'Arco degli Aurunci"
 

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XIX COMUNITA' MONTANA MONTI AURUNCI
TERRITORIO E AMBIENTE
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I monti Aurunci rappresentano un complesso di notevole importanza, non solo per l'estensione e la densità di popolazione, ma anche per la particolare caratteristica di essere, tra i gruppi montuosi italiani che superano i 1500 metri di altezza, quello più vicino al mare. La vetta più alta, il Petrella (m. 1533), dista dalla costa tirrenica appena 6 km in
linea d'aria. Questa posizione di media e alta montagna affacciata sul mare determina caratteristiche del tutto particolari dal punto di vista climatico ed ambientale.
Gli Aurunci sono composti da grandi masse calcaree protese nel mare del Golfo di Gaeta, con le imponenti cime del Petrella (m. 1533), del S.Angelo (m. 1404), dell' Altino\In. 1367) e del Redentore (m. 1252), sul quale troneggia una gigantesca statua di ghisa innalzata al principio del secolo e dedicata al Cristo Redentore. Ad occidente proseguono con le cill:,1e di monte Ruazzo (m. 1314) e di monte Faggeto (m. 1256).
La parte orientale del massiccio del Petrella si sviluppa con il monte Fammera (m.1184), caratterizzato da rupi scoscese con precipizi di oltre 500 metri, per poi interrompersi con la Valle dell' Ausente e proseguire fino al Garigliano con il gruppo degli Aurunci orientali, noti anche come monti "Vescini", caratterizzati da pendii meno aspri come monte Maio (m. 940), monte Fuga (m. 667) e monte Calvo (m. 635).
Nel versante settentrionale il massiccio montuoso digrada dolcemente fino alla piana del Liri con un susseguirsi di monti, colline e piccoli rilievi: monte Finitizie (m. 1161), Acquara di Costa Dritta (m. 892), monte Lago (m. 707), monte S.Martino (m. 633).
Le valli e gli altipiani degli Aurunci sono incassati nella parte centrale dei due massicci montuosi. Nel massiccio del Petrella si trovano i campi carsici di Valle Gaetano a q.850 m., tra le pendi ci di monte Fammera e di monte Ciavica; il pianoro di Guado del Faggeto, alle pendici di monte Forte, monte Cavecce e monte Finitizie, a quota 1000-1100 metri; l' altopiano di Campo di Venza, a quota 1050-1100 metri circa, il più alto degli AurUnci, incassato tra Serra di Campo di Venza (m. 1152), il Belvedere (m. 1167), monte Cavecce (m. 1288) e monte Cocu10, con un affaccio ad occidente, a picco sulla valle di Fraile.
Sempre a quote simili si distendono i Morroncelli (1050 m.), tra verdi pianori e aridi rigonfiamenti rocciosi, e la Valle di Spigno (un tempo "Valle Porcara"), tra le pendici boscate del Petrella e quelle brulle di monte Forte e monte Cavecce. A quote inferiori, intorno ai 700 metri, si allungano le valli di Polleca, di Campello, di Gegne e di Filetto, tutte accessibili con strade carrabili rispettivamente da Esperia, Itri e Maranola. Valle Lago è invece situata a quota 600 metri circa alle pendici del monte omonimo, con affaccio sulla valle del Liri. Distesa in senso est-ovest per poco più di dieci ettari, questa yallecola presenta una larghezza massima di appena 100 metri; è abitata da pochi pastori ed è raggiungibile solo a piedi.
Nel complesso orientale degli Aurunci - i monti Vescini - Vallaurea è l'altopiano più interessante e più alto, a quota 650 m. circa, incassato tra le pendici di monte Maio (m. 940), monte Faito (m. 803), colle Cerasola (m. 745) e monte Ornito (m. 764). È esteso poco più di 1500 ettari e presenta una flora di grande interesse. Piccole spianate discontinue, denominate Chianare, si distendono tra la lecceta di monte Rinchiuso (m. 778) e le pendici occidentali di monte Maio (m. 940), a circa 720 metri di altitudine; mentre i vatqglioni - piccoli pianori incassati tra le peIidici di monte Calvo e costa Carosa - formano una stretta valle, localmente conosciuta con il nome di Valle Luna, a 620 metri di altitudine. Entrambe sono ricoperte di terra rossa - antichi coltivi - e mostrano numerosi resti di insediamenti agro-silvo-pastorali in pietra, posti lungo antiche vie di transumanza interna.
A quote più basse, prima di incontrare la piana dell' Ausente e del Garigliano, si distendono i Campi di Crisano (m. 500) e la Valle di Suio (m. 150). I corsi d'acqua superficiali più importanti - oltre al Garigliano - che interessano il comprensorio aurunco, da ponente verso levante, sono: il Rio d'ltri, la Forma Quesa e l'Ausonte. Il Rio d'ltri, con un corso di circa 15 km, sfocia nelle acque del Golfo di Gaeta, La Forma Quesa, dopo un percorso di Il Km, dagli Aurunci settentrionali si immette direttamente nel fiume Liri.


Didascalia fotografica

Foto nella pagina: 1) veduta dei Monti Aurunci



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